| VOCI DAL BORGO La Pisterna cuntòja dai pistergnéin |
| Una storia fatta di tante storie, un quartiere che è stato più di un quartiere. Una comunità che, attraverso venti testimonianze, rivive per chi l'ha vissuta, per chi l'ha dimenticata, per chi la trova oggi profondamente trasformata. Voci lontane ma sempre presenti che riecheggiano dalle case, dai terrazzi, dai cortili, dalle strette viuzze e dalle anguste piazzette. La Pisterna, il cuore antico di Acqui, nei ricordi dei suoi abitanti di tre generazioni, dagli anni del primo dopoguerra al periodo fascista, dal secondo dopoguerra alle trasformazioni degli anni Cinquanta e Sessanta. PREFAZIONE Chi sono e cosa penso del dialetto Sono nato nel 1942 nel cuore della Pisterna, all'ultimo piano di Casa De Oculis in via Caccia Moncalvo, intitolata ad un importante pittore locale il cui quadro più celebre, "Madonna con bambino", si trova nel museo cittadino di Eger in Ungheria. Nel 1966, dopo le nozze con Carla, sono andato ad abitare nella vecchia casa dei nonni materni, in una via dedicata ad un inquisitore locale, Fra Michele; nei primi anni settanta abbiamo lasciato il Borgo. Il dialetto è, da sempre, la lingua che più ho sentito e parlato, senza mai trovarmi nella necessità di scriverla, anche perché il dialetto parlato è in continua evoluzione e contaminazione, per questo è assai difficile racchiuderlo in regole grammaticali e fonetiche precise e valide nel tempo, quindi il criterio che ho utilizzato nel trascrivere le venti interviste raccolte nel volume è stato quello della trascrizione "orale grezza". Le esigenze editoriali hanno suggerito di utilizzare in piccola parte il materiale raccolto in dialetto, citandone solamente brani, singole espressioni e nomignoli, intercalati alla traduzione in italiano delle parole degli intervistati; la scelta è stata orientata dall'idea di far emergere i termini più eloquenti e vivaci, le espressioni pressoché intraducibili, le frasi dotate di un ritmo peculiare. Le interviste sono state poi "smontate" e "rimontate" a seconda dei temi trattati, componendo così l'indice tematico del volume. Come si è sviluppata la ricerca Tutto è iniziato con un fortunato incontro nei locali della Biblioteca Civica in cui si discuteva del significato delle parole dialettali ghedda, sembo, a gode, deie ande, riscontando da parte dei partecipanti alla discussione tana certa difficoltà nella loro traduzione e, più in generale la scarsa conoscenza di quello che era stato il cuore della città con i suoi residenti e i suoi numerosi personaggi caratteristici. La conclusione è stata che poteva essere utile un lavoro che tentasse di recuperare tutto ciò attraverso interviste guidate, grazie alle quali i racconti individuali potessero ricomporre l'affresco di un luogo in cui viveva una vera comunità. Il mio compito è stato quello di testimone-mediatore, regista di una trama narrativa che rievoca e fissa luoghi, situazioni e avvenimenti della nostra storia cittadina che aiutano a capire meglio chi e 03me eravamo. Il primo abbattimento dí case ín Pisterna è avvenuto all'inizio del secolo scorso. Esso aveva interessato una striscia di case in via delle Grazie, poi diventata via Fra Michele; la seconda demolizione di case è avvenuta tra il 1913 e il 1915 dando forma a piazza Conciliazione. Il Borgo venne poi completamente sventrato nei primi anni sessanta, in massima parte per l'incapacità di risanare l'area; il risultato è stato quello di rompere e dividere una comunità colma di storie individuali e collettive incredibili, un patrimonio di vita comunitaria che è andato disperso nei diversi quartieri della città. Il motivo principale che mi ha portato ad affrontare questo lavoro è stato "il come" dare memoria a vicende accadute in un luogo in cui tutti gli acquesi ancora oggi pensano di poter giudicare solo "sul sentito dire" e non sul reale vissuto di quell'epoca e di quel luogo. Voglio sottolineare che, nel corso degli anni, il mio rapporto amicale con gli intervistati non si è mai interrotto, ciò ha facilitato il compito al di là di ogni aspettativa, parlare davanti ad un registratore non ha mai causato loro nessun impaccio, anzi, è emersa in tutti una voglia di raccontarsi in cui l'intensità delle emozioni superava ogni difficoltà. L'atteggiamento costante di tutti gli intervistati è stato quello di andare oltre il gusto del ricordo, arrivando ai limiti della confessione e per questo, in alcuni passi della trascrizione ho dovuto addolcire il contenuto spesso crudo e ricco di giudizi tranchent. Le interviste sono venti, di cui sette a donne e tredici a uomini; la loro età è compresa tra i nati nel 1913 e quelli del 1942. [..] |
INDICE Ringraziamenti Prefazione I Protagonisti MASNÒ, SCOLA E AMÌS infanzia, scuola e amici Cecco 1920 Fra' Daniele 1925 Renato 1928 Nani 1933 Renata 1935 Giancarlo 1942 EL FESTE E I SO' feste e giochi Rita 1916 Edvige 1924 Giulio 1928 Giovanna 1932 Nani 1933 Renata 1934 Aldo 1939 Carlo 1939 AN DU C'A STÒVO ED CA Le nostre case Lina 1913 Edvige 1924 Maria 1925 Renato 1928 Nerio 1931 Mariuccia 1934 Aldo 1939 I MESTÉ E LA SO FATICA Arte e mestieri Lina 1913 Rita 1916 Maria 1925 Fra' Daniele 1925 Renato 1928 Paolo 1928 Nerio 1931 Mariuccia 1934 Gianni 1937 Carlo 1938 AMÙR E SOD Amore e denaro Rita 1916 Maria 1925 Paolo 1928 Renato 1928 Giulio 1928 Giovanna 1932 Nerio 1933 Nani 1933 Mariuccia 1934 Renata 1935 UÈRA, RIVOLTA, RESISTENSA E LIBERASION Guerra, rivolta, resistenza e liberazione Lina 1913 Cecco 1920 Osvaldo 1920 Aldo 1923 Edvige 1924 Renato 1928 Paolo 1928 Maria 1925 Nani 1933 Gianni 1937 Aldo 1939 APPENDICE 1 NENTA SUL PAN Non solo pane APPENDICE 2 CHICOS PER STÈ BÈN Qualche rimedio per stare bene |
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