| SLAVIA Catalogo storico |
| PRESENTAZIONE Angelo d'Orsi Fra le tante imprese culturali della Torino fra le due guerre, l'avventura editoriale di Alfredo Polledro è certo una delle più originali e di quelle che hanno innovato potentemente il terreno in cui si sono collocate, producendo esiti di lungo periodo. Perciò incomincia proprio con Slavia, la casa editrice inventata da Polledro, questa collana dei "Cataloghi storici dell'Editoria piemontese" che, sostenuta dalla Regione Piemonte, con la collaborazione della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, nell'ambito delle varie attività dell'Associazione Historia Magistra: collana da me progettata ormai diversi anni or sono. Sperando che a questo primo seguiranno altri cataloghi - del resto in preparazione, e se il sostegno economico non verrà meno, essi vedranno la luce - il volume che qui si presenta reca, oltre al regesto bibliografico, con tutti i dettagli indispensabili per identificare i singoli titoli, alcuni utili apparati, un prezioso saggio introduttivo, e, per finire, una simpatica testimonianza di un pioniere degli studi della slavistica, in particolare della russistica italiana, ad opera di uno dei primi studiosi attenti alla casa editrice di Polledro, Piero Cazzola, singolare figura di avvocato, divenuto cultore di studi slavi, e infine docente universitario. Alla redazione del catalogo hanno collaborato Francesca Rocci, esperta in questo ambito, già redattrice della grande Storia di Torino dell'Accademia delle Scienze', e Laurent Béghin, studioso belga "innamoratosi" da tempo della "torinesità", a cui è arrivato seguendo le vie della russistica, ricostruendo il contributo che alla conoscenza della cultura russa diedero personaggi quali Piero Gobetti e Leone Ginzburg. Béghin, soprattutto, è autore del saggio introduttivo, minuziosamente informato, e certo d'ora in poi imprescindibile come, ritengo, tutto questo volume per quanti si vogliano accostare alla Slavia, e più in generale alla slavistica italiana e anche alla cultura torinese tra la metà degli anni Venti e la metà del decennio successivo: la Slavia, infatti, visse nove-dieci anni, dal 1926 al 1934 (o forse inizio 1935), e la sua fondazione costituì un evento di grande importanza nella vita culturale italiana, sebbene si sia trattato di un fatto minore, avvenuto quasi in sordina, in una città che per quanto avesse un ruolo-leader nell'editoria, rimaneva per tanti versi provinciale. Per la prima volta, con l'iniziativa di Polledro, gli italiani potevano cominciare a disporre di un largo corpus dei maggiori narratori russi dell'Ottocento - il Gotha della narrativa mondiale, ín sostanza, da Tolstoij a Dostoevskij, da Gogol a Turgenev, da Goaarov a Cechov, arrivando ai minori, ma comprendendo anche drammaturghi, poeti, e scrittori vari. [..] |
INDICE Presentazione Angelo d'Orsi Introduzione Laurent Béghin Ricordando Polledro e la sua Slavia Piero Cazzola Nota alle schede Schede Indice dei nomi |
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