| I PALAZZI DEL GOVERNO NELLA TORINO DEL VENTENNIO la conoscenza per un progetto di conservazione e valorizzazione |
| Sempre maggiore risulta l'interesse degli operatori nel settore dei cosiddetti "beni culturali diffusi sul territorio", e ancor più in presenza di un patrimonio urbano, dove le reti costituite da diverse categorie di beni richiedono un monitoraggio sia per la loro tutela e conservazione, sia per la loro valorizzazione e gestione. Gli strumenti urbanistici tradizionali e le relative norme risultano infatti poco aderenti a finalità progettuali che debbono tener conto della genesi e storia del patrimonio culturale che caratterizza gli ambiti urbani, fornendo risposte adeguate nel passaggio dalla scala di piano a quella di progetto puntuale. Strumento indispensabile è perciò la creazione di "data-base georeferenziati" con gerarchie e relazioni appropriate, che permettano di individuare i principali progetti strategici urbani, fondati sulla conoscenza del vasto e variegato patrimonio architettonico. Come campioni d'indagine, nel presente saggio sono stati scelti i "palazzi del Governo" a Torino, ossia la rete di edifici pubblici realizzati o recuperati nel Ventennio fascista, periodo caratterizzato da un profondo mutamento a livello politico, che ha dato origine a una nuova aggregazione di beni seriali - distribuiti nel sistema urbano - che costituiscono un interessante e adeguato campione di studio. Il presente volume è il risultato dell'attività svolta nell'ambito di un progetto di ricerca cofinanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca sull'argomento Centri amministrativi e "palazzi del governo". Definizione e sperimentazione dei criteri base per la determinazione di un sistema informativo di studio, conservazione, valorizzazione e gestione dei complessi architettonici in ambito urbano e intende fornire utili suggerimenti per gli strumenti urbanistici di settore (servizi, arredo urbano, turismo culturale ecc.) con una nuova e inedita lettura dei rapporti e delle interconnessioni di beni che hanno modificato alcuni ambiti urbani di una città come Torino, attualmente investita da radicali cambiamenti. PREMESSA La scelta del campione di indagine: dai "palazzi del governo" agli edifici del partito fascista a Torino TATIANA K. KIROVA La ricerca, inserita in un progetto di carattere nazionale avente per oggetto il "Rilievo urbano per sistemi complessi. Nuovo protocollo per un sistema informativo di documentazione e gestione della città", affronta in modo specifico l'argomento: centri amministrativi e "palazzi del governo"; definizione e sperimentazione dei criteri base per la determinazione di un sistema informativo di studio, conservazione, valorizzazione e gestione dei complessi architettonici in ambito urbano. Si è pertanto scelto di concentrare l'attenzione sulla città di Torino e sui "palazzi del governo" ivi presenti. L'analisi ha definito in primo luogo le funzioni di governo, relativamente all'amministrazione centrale e successivamente a quella provinciale. Al momento del censimento preliminare - che ha consentito di individuare gli elementi architettonici che nell'ambito urbano rientrano nella categoria "palazzi del governo" - si è reso indispensabile individuare un settore di approfondimento. Metodologicamente, la complessa articolazione del caso in esame ha infatti reso necessaria la formulazione di una periodizzazione sulla base della quale individuare un ambito di approfondimento. Si sono dunque definiti i periodi caratterizzati dal verificarsi di cambiamenti significativi dal punto di vista governativo e tali da influire sulla città a scala architettonica e urbana. Tra i periodi in prima istanza analizzati, si è ritenuto opportuno soffermarsi sul periodo del ventennio fascista, in quanto caratterizzato da un profondo mutamento a livello politico che, a differenza degli altri periodi, ha dato origine alla costituzione di un sistema di beni seriali che costituiscono un campione di studio significativo. Rispetto all'arco temporale individuato, si è poi reso necessario definire alcuni momenti storicamente rappresentativi relativamente all'insediamento del nuovo governo, così da poter avere un insieme di beni sufficientemente eterogeneo, e da poter studiare edifici: - ove permane la destinazione storicamente insediata; - ove viene mutata la destinazione d'uso in funzione delle esigenze del nuovo governo; realizzati ex novo per accogliere le nuove funzioni di governo. |
INDICE PREMESSA Tatiana K. Kirova La scelta del campione di indagine: dai "palazzi del governo" agli edifici del partito fascista a Torino Parte prima LA CONOSCENZA STORICA Alessio Re Elementi di conoscenza sulla pianificazione urbana in epoca fascista: continuità e discontinuità degli interventi progettati e attuati a Torino Lisa Accurti Architettura di regime in Piemonte. Tutela e valorizzazione di un'architettura seriale moderna Franca Ceresa Il palazzo della Regia Intendenza di Finanza e il palazzo della Scuola di Guerra in Torino Parte seconda LA CONOSCENZA TECNICA Manuela Mattone Il degrado dell'architettura moderna: problematiche di intervento in rapporto allo stato di conservazione dei manufatti Cesare Renzo Romeo La conoscenza per un progetto diagnostico di "qualità" Francesco Novelli L'Istituto Santorre di Santarosa, già Amos Maramotti: conoscenza per il restauro e la rifunzionalizzazione Parte terza STRUMENTI E METODI DELLA CONOSCENZA Giulia Maccarrone Il modello catalografico per il progetto di conoscenza e il data entry Michela Benente, Giulia Maccarrone, Manuela Mattone, Francesco Novelli Esempi di schede catalografiche: procedure di raccolta e acquisizione dati Michela Benente Le carte tematiche come strumento per l'individuazione di relazioni tra i beni Anna Marotta Indagini iconografiche per la conservazione NOTE CONCLUSIVE Tatiana K. Kirova Dal progetto di conoscenza alla conservazione, valorizzazione e gestione dei beni |
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