| CARLO ANTONIO NAPIONE (1756 - 1814) Artigliere e scienziato in Europa e in Brasile, un ritratto |
| Carlo Antonio Napione (Torino, 1756 - Rio de Janeiro, 1814), Patrono delle industrie militari brasiliane, fu chimico e mineralogista di fama internazionale. Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e di Torre e Espada, fu Grande de Portugal e membro di: Reale Accademia delle Scienze di Torino (dalla sua istituzione), Societiit Der Bergbaukunde (Società Montanistica di Germania), Kungl. Vetenskapsakademie (Accademia delle Scienze) di Stoccolma, Jenaische Mineralogische Societiit (Società Mineralogica di Jena), Academia Real de Sciencias e Sociedade Real, Maritima, Militai-, e Geografica di Lisbona. Frequentate le Scuole di Artiglieria torinesi, diede lustro al regno di Sardegna con numerosi viaggi per le regioni dell'Alta Italia (Piemonte, Valle d'Aosta, Sardegna, Lombardia, Veneto, Trentino e Alto Adige, Friuli e Venezia Giulia) e di diversi paesi europei (Croazia, Austria, Ungheria, Germania, Polonia, Romania, Danimarca, Svezia, Gran Bretagna, Francia – Savoia in particolare – e Portogallo). Membro della commissione scientifica che a Torino seguì il primo esperimento di volo aerostatico (1783) e autore del primo testo moderno di mineralogia in lingua italiana (1797), è ricordato per aver sperimentato e divulgato in ambiente sabaudo alcune tecniche innovative per il trattamento dei metalli e per uno studio sul comportamento fisico-strutturale di diversi legnami brasiliani mai prima analizzati. Come ufficiale di artiglieria si distinse in Piemonte, Portogallo e Brasile, contribuì in maniera determinante al rinnovamento degli arsenali di guerra dei tre paesi, alla istituzione della Escola militar di Rio de Janeiro, tra le più antiche d'America, e a quella dell'industria bellica che, in Brasile, è da considerarsi in assoluto la prima attività industriale. La vicenda umana di Napione, che si concluse a tinte fosche come un racconto poliziesco, interseca la storia della chimica, della metallurgia, della mineralogia, della formazione tecnologica e di alcune tra le più significative istituzioni scientifiche e culturali piemontesi, europee e brasiliane. Questo studio sul cavalier Napione ha già meritato attenzioni a Torino dall'Accademia delle Scienze, ed è stato convenientemente segnalato da Andrée Mansuy - Diniz Silva nella biografia Portrait d'un homme d'État: D. Rodrigo de Souza Coutinho, Comte de Linhares (1755-1812) pubblicata dal Centre Culturel Calouste Gulbenkian, Lisbona-Parigi, 2002-2005. Il volume contiene preziosi riferimenti bibliografici e fornisce notizie biografiche su personaggi provenienti da realtà geografiche e culturali tra loro molto lontane. ACCADEMIA DELLE SCIENZE DI TORINO L'Accademia delle Scienze di Torino nell'ottobre del 1997 organizzò un convegno su: "La figura di Carlo Antonio Napione (1756-1814)", per ricordare il secondo centenario della pubblicazione, ad opera del Napione, di uno dei primi trattati italiani di Mineralogia: "Elementi di Mineralogia esposti a norma delle più recenti osservazioni e scoperte", edito a Torino dalla Reale Stamperia nel 1797. In questo convegno, accanto alla relazione di Vincenzo Ferrone sulla cultura scientifica nel mondo militare piemontese alla fine del Settecento, a quella di Germano Rigault sull'opera mineralogica del Napione, a quella di Gaetano Di Modica sull'arsenale militare di Torino e gli esplosivi, a quella di Carlo Antonione sulla metallurgia tra Settecento e Ottocento, figurava quella centrale di Carlo Burdet su: "Il cav. Carlo Antonio Napione: un apporto bio-bibliografico"; infatti il Burdet, per oltre dodici anni, aveva condotto con grande serietà scientifica e con estrema accuratezza una ricerca sulla vita e sull'opera di questo straordinario personaggio legato all'ambiente militare, ma poliedricamente interessato alla cultura chimico-naturalistica e a quella mineralogico-metallurgica. Carlo Antonio Napione entra nel 1770 come cadetto nel Corpo Reale d'Artiglieria e successivamente frequenta le Scuole di Metallurgia e Chimica fondate da Spirito Benedetto Nicolis di Robilant: ispeziona quindi le miniere del regno, effettuando numerose ricerche mineralogiche. Nel 1783 riceve un incarico di insegnamento nelle Scuole di Artiglieria e nello stesso anno viene nominato membro dell'Accademia delle Scienze di Torino, nelle cui Memorie pubblica diversi studi sui minerali piemontesi. Di fondamentale importanza per lo sviluppo della sua cultura scientifica e tecnologica sono i viaggi, programmati dal Nicolis di Robilant ed effettuati negli anni 1787-1790, attraverso i principali centri scientifici e minerari d'Europa, ampiamente documentati nel lavoro di Burdet. Determinante per il perfezionamento nel campo della Mineralogia la permanenza a Freiberg, dove segue le lezioni del famoso professore Abraham Gottlob Werner: sotto la sua influenza scriverà poi il libro già citato, nel quale vengono descritti i vari minerali sulla base di un ottimo criterio di classificazione legato ai loro caratteri esterni, morfologici e fisici. In questo contesto è importante ricordare che Napione partecipò alla decisione presa dall'Accademia delle Scienze di Torino di affidare a Stefano Borson l'incarico di catalogare l'insieme delle collezioni mineralogiche donate dai vari Soci, tra le quali vi era la sua personale. Come è noto, il Borson, in seguito all'accorpamento di queste collezioni con quelle universitarie, avvenuto nel 1805, pubblicò un catalogo ragionato della parte mineralogica del Museo e nel 1810 divenne il primo professore di Mineralogia dell'Università di Torino. Non vanno poi dimenticati i grandi contributi portati dal Napione nel campo metallurgico e in quello delle polveri da sparo: nel 1792 viene incaricato infatti della direzione del laboratorio metallurgico e del museo dell'Arsenale militare di Torino. Queste ricerche di carattere tecnologico rappresenteranno il principale interesse del Napione anche quando si trasferirà nel 1800 a Lisbona e poi nel 1808 a Rio de Janeiro, seguendo la famiglia reale portoghese; per la sua fondamentale azione rimodernatrice delle strutture degli arsenali militari avrà grandi riconoscimenti in questa nuova capitale, dove morirà nel 1814. Da questi brevi cenni biografici risulta evidente l'estremo interesse per questo singolare personaggio e per la sua vita, che spazia tra molti paesi europei e il Brasile, vita ricostruita dal Burdet mediante un'analisi approfondita di un numero eccezionale di documenti relativi ad un importante periodo storico di transizione. Prof. Germain Rigault de la Longrais Direttore della Classe di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali dell'Accademia delle Scienze di Torino |
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